LAMB OF GOD – il report dell’evento in live streaming “Ashes Of The Wake-performed in full”

LAMB OF GOD

Live Streaming – “Ashes Of The Wake – performed in Full”

Venerdì, 25 settembre 2020 – Richmond, VA, U.S.A.

Parole di Gabriele Padoa – foto di Bryce Hall

Ad una settimana esatta dal live streaming “Lamb Of God – performed in Full”, il gruppo americano è tornato ad esibirsi venerdì 25 settembre con un nuovo show on line. Se il primo appuntamento serviva a promuovere il loro nuovo album in studio, che per ovvi motivi non potrà essere proposto nel previsto tour, in questa seconda occasione la band di Randy Blythe ha voluto rispolverare i fasti di Ashes Of The Wake, del 2004, che insieme al successivo Sacrament (del 2006) è forse il loro disco di maggiore successo. Anche questa volta l’evento si è svolto in un locale della loro città di origine, Richmond, in Virginia.

E anche questa serata è stata presentata da Jose Mangin che, dopo aver introdotto la scaletta e aver pubblicizzato il merchandising legato all’evento, ha lanciato il gruppo di supporto, i Whitechapel. La scelta di non esibirsi in diretta ma di riproporre un vecchio concerto tenuto nel 2014 a Knoxville, Tennessee, ha forse lasciato un po’ delusi. L’esibizione, che faceva parte del tour Our Endless War, a promozione dell’omonimo album, contiene una valida e variegata selezione di brani. La performance è coinvolgente e le immagini fanno rivivere la tanto rimpianta atmosfera dei concerti dal vivo, con un continuo e feroce interagire tra pubblico e musicisti. Phil Bozeman come sempre occupa la scena come un gigante e la registrazione e il mix sono di grande qualità. Ciò nonostante, resta il rammarico per non averli visti e sentiti in diretta streaming.

Subito dopo, Jose Mangin intervista Mark Morton. Lo storico chitarrista della band spiega come abbia sfruttato il periodo di lockdown per suonare e scrivere molto, senza dare una precisa destinazione al materiale ideato. Morton parla poi del suo neonato progetto parallelo da solista, sfociato finora in Anesthetic del 2019 e nell’EP acustico Ether, di cui ricorda il breve tour. Con emozione e un pizzico di nostalgia infine sottolinea come i live show in streaming non possano certo sostituire l’adrenalina dei concerti dal vivo, ma per il momento questo rappresenta l’unica soluzione per mantenere i contatti con il pubblico.

Giunge finalmente il momento dello show principale. Ashes Of The Wake viene riproposto per intero, con le diverse tracce suonate seguendo l’ordine originario dell’album. L’atmosfera generale è un po’ cupa e decadente, a causa anche delle luci scure. Randy Blythe sarcasticamente ricorda come certe canzoni (ad esempio la strumentale title-track) siano eseguite dal vivo eccezionalmente solo per questa occasione. Ma forse questo è proprio il valore aggiunto dell’evento. La serata è un misto di energia e malinconia che rappresenta al meglio i sentimenti che molti appassionati di musica stanno vivendo di questi tempi.

Dopo un inizio un po’ freddo, Omerta sembra essere uno spartiacque perché da lì in poi il live show sale di livello, quasi che i Lamb Of God riescano a togliersi di dosso il peso di non avere il pubblico in studio. Dal punto di vista tecnico, l’esibizione non presenta sbavature. Randy Blythe nei primissimi minuti non ha ancora scaldato a dovere la voce, ma poi il suo screaming diventa feroce e tagliente come sempre. Mark Morton, che durante l’intervista aveva avanzato qualche preoccupazione nel dover eseguire sezioni che non suonava da molti anni, regala ai suoi fans una performance ineccepibile. Forse il nuovo batterista Art Cruz alla vigilia nutriva anche lui gli stessi timori ma la sua esibizione colpisce non solo per la precisione ma anche e soprattutto per la naturalezza nel suonare brani non scritti da lui.

Alla fine del concerto poi i Lamb Of God aggiungono un piccolo regalo ai fans di vecchia data, celebrando il ventennale di New American Gospel con alcuni brani tratti da questo loro primo disco di rilievo, tra cui Pariah, The Subtle Arts Of Murder And Persuasion e O.D.H.G.A.B.F.E. In definitiva la serata in streaming ha permesso allo spettatore di riassaggiare l’ebrezza del mondo musicale dei Lamb Of God, attraverso la riproposizione di quello che non solo è il loro capolavoro ma forse uno dei più grandi album metal del nuovo millennio.

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