TWILIGHT FORCE + SEVEN SPIRES + SILVER BULLET – il concerto del 4 febbraio a Milano nel nostro live report!

TWILIGHT FORCE + SEVEN SPIRES + SILVER BULLET – il concerto del 4 febbraio a Milano nel nostro live report!

TWILIGHT FORCE + SEVEN SPIRES + SILVER BULLET

04/02/2023 – Milano (Legend)

Parole e Foto di Romano Depolo

Sbaglia chi sostiene che il Power Metal sia un genere di declino e la prova vivente viene non solo dal numeroso pubblico che ha riempito il Legend, ma specialmente da parte di queste tre giovani band che reinterpretano – ognuna a proprio modo e con tante diverse contaminazioni – gli insegnamenti della scuola classica. D’altro canto si dice che un genere è vivo fintanto che si evolve e i tre gruppi visti all’opera il 4 febbraio di innovazione ne garantiscono molta.

Si parte puntuali – e con un buon numero di presenti – con i finnici Silver Bullet che presentano il nuovo cantante e alcuni brani tratti dall’ultimo lavoro in studio Shadowfall. Il loro power dalle tinte oscure in alcuni passaggi potrebbe ricordare i Kamelot del periodo Khan, ma l’immediatezza dei brani rende la proposta musicale del quartetto perfettamente assimilabile. I pubblico si fa sentire nei cori centrali, seguendo gli incoraggiamenti di Bruno Proveschi, cantante uruguagio di origini italiane. La sua voce è un valore aggiunto perché pur non raggiungendo una particolare estensione, risulta potente e profonda, supportata dagli acuti del chitarrista Hannes Horma (già visto nei Turisas). In alcuni momenti emergono preoccupanti richiami al morbo di Falun, ma fortunatamente l’influenza dei Sabaton rimane limitata ad alcuni passaggi. Un gruppo dotato di personalità che ha saputo giocare molto bene le proprie carte nel poco tempo a propria disposizione.

Discorso leggermente diverso per i Seven Spires, capitanati dalla dotatissima Adrienne Cowan, una delle cantanti femminili più promettenti della nuova generazione che, non per niente, ha già avuto modo di farsi valere come corista durante i tour di Avantasia. La sua versatilità le permette di esprimersi su tonalità molto diverse tra loro, ma se nelle parti pulite la musica dei Seven Spires sembra essere molto apprezzata dai presenti, il discorso cambia durante le frequenti incursioni in territori più ostici evocati dalla voce in growl. La proposta musicale del quartetto americano è estremamente più variegata, con contaminazioni death che si inerpicano sulle strutture classiche e richiede pertanto capacità tecniche che i musicisti elargiscono a generosi dosi sul palco. È quindi un vero peccato che i suoni siano molto meno chiari rispetto a quanto toccato in sorte al gruppo precedente. Il giudizio è assolutamente positivo, ma la proposta musicale è risultata un po’ aliena al contesto della serata.

Geni della melodia o sterili riproduttori di cose già viste? Il total Disney metal dei Twilight Force divide fan e critica, ma va riconosciuta la loro capacità di aver ottenuto con i primi quattro album un livello di apprezzamento che probabilmente band tecnicamente più dotate ma meno abili ad infilarsi nella termica giusta possono solo sognarsi. E poi c’è un pezzo d’Italia sul palco. Bello e importante, come la voce di Alle Conti, l’unico uomo che può interpretare la altissime linee melodiche senza perdersi nelle note irragiungibili. Si può discutere molto sull’opportunità di salire sul palco vestiti da elfi, brandendo spadoni e lanciando dragoni gonfiabili di gomma sul pubblico, ma non siamo qui per fare filosofia o etica metallica e se un gruppo va valutato per il livello di soddisfazione del pubblico, allora i Twilight Force sono i vincitori della serata. Tralasciando la parodia, non ci resta che riconoscere come l’elemento con cui la band contamina il power è la pura melodia! Nei Twilight Force tutto è esagerato, ma il risultato finale è apprezzabilissimo, seppur molto derivativo.

Il loro approccio è fondamentalmente teatrale, con il tastierista Blackwald che introduce i temi dei vari brani, in modo da collegarli gli uni agli altri per creare una specie di atmosfera magica che tende a esaltare le varie Dawn of the Dragonstar e Dragonborn. La melodia scorre a fiumi e contribuisce a creare quella sensazione di festa pagana, alla quale viene invitato anche un fan che dopo essere stato ordinato cavaliere deve scegliere quale strada dovrà seguire il concerto tra Enchanted Dragon of Wisdom e Long Live the King. Il concerto prosegue tra parodie che non riducono il valore della proposta musicale del gruppo svedese fino al momento in cui Alle Conti lascia il microfono alla validissima corista Kristin Starkey che prende il centro della scena e interpreta in modo devastante Twilight Horizon grazie alla sua tecnica da contralto. The Power Of The Ancient Force mette la parola fine a una serata che ha lasciato tantissimi sorrisi e ha permesso di passare un paio d’ore spensierate.

Emanuele Biani

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