THE DAMNED + SMALLTOWN TIGERS – il concerto dell’11 marzo all’Alcatraz di Milano nel nostro live report!

THE DAMNED + SMALLTOWN TIGERS – il concerto dell’11 marzo all’Alcatraz di Milano nel nostro live report!

DANNAZIONE… SONO TORNATI!

Parole di Luca Varani
Foto di Davide Sciaky

Rock Hard poteva forse mancare alla data milanese dei seminali The Damned di Captain Sensible e Dave Vanian? Certo che no… e anche se il volume della serata all’Alcatraz ha risvegliato in alcuni un fastidiosissimo fischio all’orecchio, l’effetto amarcord si è manifestato in tutta la sua potente piacevolezza! Con un pubblico di ‘anta’, tante teste bianche, pance smodate da ingorde bevute di birra e una varietà di t-shirt che andavano dai Ramones ai GBH, dai Sex Pistols ai Buzzcocks… la serata è filata via in maniera memorabile. Band in palla, come al solisto divertente e divertita da un pubblico non numerosissimo ma assolutamente fedele e motivato.

L’origine del nome
Sul nome della band dovete sapere che… Vivienne Westwood (da poco scomparsa), a metà degli anni ’70, gestiva insieme a Malcom McLaren il Let It Rock, un piccolo negozietto londinese di abbigliamento alternativo, situato al numero 430 di King’s Road, destinato a diventare di lì a poco una vera e propria ‘mecca’ del punk rock. I due stavano spremendosi le meningi per trovare un nome adatto a quei ragazzacci che, poco dopo, avrebbero messo in piedi la “grande truffa del rock’n’roll”. Optando per le ‘Pistole del Sesso’, ‘The Damned’ venne scartato e prontamente riutilizzato da un’altra band che, il 22 ottobre 1976, pubblicò il primo singolo mai realizzato da un gruppo punk inglese. “Anarchy In The U.K”. dei Pistols, è opportuno sottolinearlo, sarebbe uscito solo 5 settimane dopo, il 26 novembre 1976.

Tre ragazze toste
Salto temporale con la DeLorean del punk… ed eccoci qui all’Alcatraz (in versione a struttura ridotta), per un incontro ravvicinato con un pezzo importante della storia del rock inglese. Ad aprire le danze (anzi… il pogo!) – dalla Romagna con furore – è il trio formato da Serena (‘Castel’ Castellucci), Giulia (‘Monty’ Montanari) e Deborah (‘Valli’ Casadei), ovvero… le Smalltown Tigers, col loro disco di debutto “Five Things”. Quadrate, veloci, divertenti ed efficaci… davvero un ottimo opening-act, ruolo spesso ingrato che le punkettine hanno svolto alla perfezione. E gli applausi del pubblico si sono manifestati dal primo all’ultimo pezzo.

Ecco la leggenda!
Neanche il tempo di andare in bagno (ad una certa età la prostata si fa sentire…) ed arriva il momento di accogliere l’elegantissimo e perennemente pallido Dave Vanian (67 anni, per tutto lo show col suo elegante Borsalino in testa) e Capitan Sensible con baschetto rosso d’ordinanza (69 anni, Capitano… mio Capitano!), fondatori dei Damned, accompagnati dall’altro membro di lungo corso (dal 1980), il bassista Paul Gray (un plauso alla sua maglietta degli MC5), l’imbarazzante tastierista Monty Oxymoron (con la band dal ’96, sul palco dell’Alcatraz praticamente in pigiama!) e la new entry alla batteria, Will Glanville Taylor.

Una scaletta diversa da quella annunciata
Il primo brano è “Street Of Dreams”, una hit dal loro album “Phantasmagoria” che, ai tempi, segnò definitivamente la transizione dark/gothic, già evidenziata nel bellissimo “Black Album”, il loro IV lavoro che – per la serata milanese – era stato preannunciato in esecuzione integrale. Invece i Nostri ne suoneranno soltanto tre pezzi, compensati da una corposa selezione dall’imminente nuovo album “Darkadelic”, in uscita a brevissimo. Naturalmente non mancheranno all’appello “Smash It Up”, “Neat Neat Neat” e il loro primo singolo “New Rose”, citato all’inizio, veri e propri inni di un’epopea unica ed irripetibile. La chiusura dello show è affidata ad una fantastica cover di “White Rabbit” dei Jefferson Airplane, che fa il paio con un’altra re-interpretazione di brano altrui eseguito durante la serata, quella “Eloise”, un successo della fine degli anni ’60 ad opera di Barry Ryan, molto amata da Dave e compagni, che la inseriscono sempre nelle loro scalette.

Per i completisti, per quelli che c’erano e che non ricordavano qualche titolo e pure per gli assenti ingiustificati… ecco la scaletta completa:

Street of Dreams
The Invisible Man
Wait for the Blackout
Lively Arts
Bad Weather Girl
You’re Gonna Realise
Western Promise
Beware of the Clown
Wake the Dead
Follow Me
Motorcycle Man
Leader of the Gang
From Your Lips
Born to Kill
Love Song
Second Time Around
Standing on the Edge of Tomorrow
Neat Neat Neat
Eloise (Barry Ryan cover)
Smash It Up
Girl I’ll Stop at Nothing
New Rose
White Rabbit (Jefferson Airplane cover)

Emanuele Biani

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