THE BLACK CROWES – Teatro Arcimboldi (MI), 27 maggio 2024: il nostro live report

THE BLACK CROWES – Teatro Arcimboldi (MI), 27 maggio 2024: il nostro live report

The Black Crowes – 27.05.24 – Milano – Teatro Arcimboldi

Parole e foto di Stefano Cerati

Per il ritorno in Italia, gli americani Black Crowes hanno scelto di suonare nei teatri, almeno a Milano, dove il concerto viene allestito nella prestigiosa cornice degli Arcimboldi. Nonostante i posti siano tutti seduti, quando Chris Robinson si presenta sul palco chiede a tutti di alzarsi, perché dice che i concerti rock’n’roll si devono vedere in piedi, non seduti. E ovviamente il pubblico obbedisce, anche se poi magari durante il concerto alcuni staranno seduti, ma la tendenza generale è quella di vedere il concerto appunto come se si fosse in un normale club rock. Per l’occasione i nostri si presentano con una specie di tendone da circo di stile molto sudista, quasi un allestimento da vecchio western con degli striscioni che ricordano il titolo dell’album, Happiness Bastards, e poi uno stage costruito praticamente su due piani, dove sul palco vero e proprio ci sono i due fratelli Robinson, il secondo chitarrista e il bassista Scott Pipien, che è ritornato in pianta stabile nella formazione. Invece sopra una pedana, dietro ai protagonisti, vengono collocati il batterista, il tastierista e le due coriste che canteranno e balleranno per tutto il tempo. Inoltre, curiosamente viene messo un grosso specchio pieno di luci, proprio dietro la figura di Chris Robinson, in modo tale che anche lui possa ammirarsi mentre ammalia il pubblico con le sue mosse da consumato rocker.

Sembra decisamente in una buona giornata Chris Robinson, con voglia di parlare, di comunicare, di ballare, di muoversi e l’energia che trasmettono la sua voce e la chitarra elettrica sono assolutamente contagiosi. Da un punto di vista di ascoltatori abbastanza maturi, non capiamo che cosa ci sia di più bello del suono di una chitarra elettrica che fa muovere la testa e i piedi, fa dondolare il corpo e fa provare sensazioni molto calde, viscerali come la musica che riescono a produrre i nostri. Dicevamo appunto che i Black Crowes sono in ottima forma e questo è testimoniato anche dall’ultimo album che è veramente stupendo e li riporta addirittura ai fasti di inizio carriera, quelli dei primi due dischi. Un’altra cosa curiosa è che in questi pochi ultimi giorni abbiamo assistito a due concerti. Ed entrambi, Black Crowes e Metallica, si sono presentati sul palco con la intro di It’s a long way to the top, if you wanna rock and roll degli AC/DC, che tra l’altro si sono esibiti a loro volta qualche giorno prima in Italia. La scaletta è quanto di meglio si potesse sperare, con una grande alternanza di pezzi nuovi tratti dal nuovo album, standard blues e rock’n’roll, vecchi classici, cover, sfumature southern, molto hard rock e soprattutto tanta spontaneità e voglia di divertirsi come se il concerto fosse una festa collettiva. La setlist inizia con due pezzi decisamente hard rock come Bedside Manners e Dirty Cold Sun, quest’ultima da parte di chi vi scrive la preferita del nuovo album, che danno veramente la carica e portano il pubblico a muoversi molto. Ma la setlist comprende appunto canzoni anche più intime, come Goodbye, Daughters of the Revolution, Gone o Sister Luck.

Diciamo che la parte centrale del concerto è un po’ più rilassata e c’è spazio anche per la chitarra acustica che Rich Robinson imbraccia per She Talks to Angels, una bellissima e tenera ballata che ancora oggi fa decisamente il suo effetto. Altre canzoni notevolissime sono la ritmatissima Twice as Hard o Cross Your Finger. Vengono ripescati anche numeri che non venivano eseguiti da un po’ di tempo come Thorn In My Pride, anche se la scaletta come preferenza sceglie di rappresentare i primi due album del gruppo, quindi Shake Your Money Maker e The Southern Harmony and Musical Companion, più l’ultimo album dove il primo singolo, Wanting and Waiting, accattivante e pieno di groove. troneggia in mezzo alla scaletta. Intervengono anche delle cover rock’n’roll per dimostrare le radici dei nostri come High School Confidential di Jerry Lee Lewis e la scoppiettante Hard to Handle, un pezzo ormai diventato uno standard del concerto dei nostri, di Otis Redding. La chiusura dello spettacolo viene affidata ancora una volta a pezzi molto impetuosi, elettrici come Sting Me, e soprattutto Jealous Again e Remedy dai riff indimenticabili e anche dai ritornelli che tutto il pubblico può cantare in coro mentre balla insieme a un Chris Robinson visibilmente soddisfatto, un vero istrione con un vestito  molto particolare, quasi da imbonitore da circo come a rappresentare lo spettacolo e l’allestimento teatrale che è stato messo in opera questa sera. Si conclude con il trionfo di tutto il pubblico che nel bis è diretto verso il palco a cantare insieme tutti quanti God’s Got It, un’altra cover di Reverend Charlie Jackson. È stata una serata decisamente riuscita, anche se ormai con il caldo alle porte suonare in un teatro può essere risultato un pochino difficoltoso non solo per il pubblico ma anche per i musicisti stessi. Il rock’n’roll, così come l’hard rock, sono ancora generi musicali vivi e vegeti e finchè rimarranno sulla piazza band così sincere, ispirate e genuine come queste possiamo dormire sonni tranquilli per il futuro della nostra musica più amata.

Setlist

It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) (AC/DC) intro

  1. Bedside Manners
  2. Dirty Cold Sun
  3. Twice as Hard
  4. Gone
  5. Goodbye Daughters of the Revolution
  6. Sister Luck
  7. Cross Your Fingers
  8. High School Confidential (Jerry Lee Lewis cover)
  9. Thorn in My Pride
  10. Wanting and Waiting
  11. Hard to Handle (Otis Redding cover)
  12. She Talks to Angels
  13. Follow the Moon
  14. Sting Me
  15. Jealous Again
  16. Remedy
  17. God’s Got It (Reverend Charlie Jackson cover)

Filippo Contaldo

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