NEBULA – il report dell’evento in streaming “Live in the Mojave Desert Vol.2”

NEBULA – il report dell’evento in streaming “Live in the Mojave Desert Vol.2”

Nebula

Live in the Mojave Desert Vol.2

Parole di Luca Cavallo

 Secondo appuntamento con la serie di concerti nel deserto del Mojave: dopo gli Earthless, i protagonisti questa volta sono un altro terzetto molto caro ai fan delle sonorità “desertiche”, i mitici Nebula.

Tornati discograficamente attivi dopo una pausa di quasi dieci anni (con Holy Shit, pubblicato nel 2019 da Heavy Psych Sounds), i tre offrono ovviamente una performance più diretta e per questo probabilmente più sacrificata in una certa misura dalla dimensione streaming della faccenda.

Niente da eccepire sulla qualità del concerto, sia chiaro: dopo la breve introduzione con il pickup che trasporta musicisti e strumentazione sul posto, l’inizio dato dalla mitica To the Center è impeccabile.

Il nuovo batterista Michael Amster non fa rimpiangere l’assenza del fondatore Ruben Romano (che, impegnato con i suoi Freeks, ha comunque dato il suo benestare alla nuova vista della band), Tom Davies svolge il suo compito bene, pur senza particolare entusiasmo.

Il mitico cantante/chitarrista Eddie Glass è in assoluto quello più esaltato dalla faccenda, come dimostra il suo continuo saltare da una parte all’altra del “palco”, senza risparmiare nulla in termini di energia e concedendosi addirittura qualche sporadico cambio d’abito.

Ovviamente, fatta eccezione per il pezzo sopracitato, il novanta per cento della scaletta proviene dall’ultimo disco in studio (qui potete ascoltarvi l’ottima versione resa di Let’s get lost) con in più una piccola anteprima del nuovo materiale su cui il gruppo sta lavorando, data da un brano al momento intitolato Highwire.

Chiude un breve pezzo alla chitarra acustica per mano del solo Eddie Glass.

La natura più smaccatamente rock ‘n’ roll della loro proposta rende purtroppo meno apprezzabile il fatto di starne godendo seduti sul proprio divano di casa e fa quasi strano veder terminare un’esibizione così energica senza gli applausi e le urla del pubblico presente.

Sempre molto godibili i siparietti Couchlock and Rock, con la band che risponde alle domande del regista Ryan Jones. Prossimo appuntamento sabato 20 febbraio con gli Spirit Mother.

Emanuele Biani

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