PARADISE LOST – il report dell’evento live in streaming “Paradise Lost At The Mill”

PARADISE LOST – PARADISE LOST AT THE MILL

Giovedì, 5 novembre 2020 – sala prove The Mill, Bradford, UK

Parole di Emanuele Biani

Nella storia del Regno Unito, il 5 novembre rappresenta la fatidica data della Congiura delle Polveri, che, dalle sue premesse nel lontano 1605 fino alle interpretazioni più fantasiose in epoca contemporanea, è diventata una significativa allegoria della ribellione popolare contro l’ordine costituito.
Per una band come i Paradise Lost, che si è sempre mantenuta in equilibrio tra la plumbea drammaticità della propria musica ed un sarcasmo/understatement tipicamente britannico, questo giorno sul calendario rappresenta solo un’occasione per rompere il prolungato silenzio degli show dal vivo.Com’è ovvio e inevitabile, la formula adottata è quella del live streaming, croce e delizia di un pubblico rock e metal ormai diviso tra il boicottaggio aprioristico di eventi del genere ed una più pragmatica osservanza del proverbio “Chi si accontenta, gode”.La location selezionata è quella tutto sommato più comoda: la sala prove The Mill di Bradford, dove solitamente il quintetto di Halifax era abituato a scaldare i motori e a cimentarsi con i brani più recenti, prima di partire per l’ennesimo tour mondiale.
Una scelta che imprime fin dalle prime battute un carattere molto intimo e riservato all’esibizione, anche a causa degli spazi angusti in cui la band è obbligata a stazionare, con i musicisti estremamente concentrati sulla perizia esecutiva e nemmeno un attimo di pausa tra una canzone e l’altra.
Ne consegue che l’aspetto puramente emozionale del concerto sia legato perlopiù alla memoria del singolo spettatore/ascoltatore, nel momento in cui i Paradise Lost passano in rassegna sedici classici (alcuni dei quali decisamente minori) che coprono buona parte della loro discografia.
Particolare attenzione viene dedicata all’ultimo, magnifico album in studio “Obsidian”, da cui vengono estratti tre brani al battesimo del fuoco dal vivo, confermando in questa sede un livello d’ispirazione paragonabile all’epoca dorata del gruppo, nella prima metà degli anni Novanta.
Proprio le canzoni tratte dalla trilogia della svolta stilistica – “Shades Of God”, “Icon” e “Draconian Times” – sono quelle che sembrano affaticare maggiormente la voce di Nick Holmes, peraltro protagonista di un growl persino più espressivo e convincente degli esordi laddove si cimenti con il materiale dei dischi più recenti.
Dal canto suo, Gregor Mackintosh sciorina il suo campionario apparentemente infinito di riff catacombali, fraseggi evocativi e assoli paradisiaci (ops!) senza dover mai cambiare chitarra, per quanto una fuggevole inquadratura della sua pedaliera mostri un ingombro pari a circa la metà della superficie della sala.
Il resto della band asseconda da par suo i due leader, tra le incessanti ragnatele gothic/doom del giulivo Aaron Aedy ed una sezione ritmica che, grazie alle rullate e ai fill del piccolo fenomeno Waltteri Wäyrynen, sembra donare una nuova giovinezza anche al basso pulsante di Steve Edmonson.
I Paradise Lost mantengono per tutta la durata dello show un aplomb decisamente distaccato, forse trattenuti da una situazione surreale cui non possono abituarsi, salvo poi lasciarsi andare a risate e battutacce da caserma in risposta alle domande (talvolta davvero imbarazzanti) dei fan nella successiva conferenza stampa.
Tra le righe il gruppo lascia intendere che questa iniziativa potrebbe essere replicata in un futuro non troppo lontano – si vocifera il prossimo 4 dicembre, data di uscita dell’edizione venticinquennale di “Draconian Times” -, ma pur con tutti i limiti strutturali ed emotivi del caso, il concerto “Paradise Lost At The Mill” ci ha scaldato il cuore e tenuto compagnia in una fredda serata di novembre.

SETLIST:

  1. WIDOW
  2. FALL FROM GRACE
  3. BLOOD AND CHAOS
  4. FAITH DIVIDES US – DEATH UNITES US
  5. GOTHIC
  6. SHADOWKINGS
  7. ONE SECOND
  8. GHOSTS
  9. THE ENEMY
  10. AS I DIE
  11. REQUIEM
  12. NO HOPE IN SIGHT
  13. EMBERS FIRE
  14. BENEATH BROKEN EARTH
  15. SO MUCH IS LOST
  16. DARKER THOUGHTS

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