METALITALIA FESTIVAL 2025 il nostro live report
METALITALIA FESTIVAL 2025 il nostro live report
Il nostro live report del Metalitalia Festival, Live Music Club, Trezzo sull’Adda (Milano) 27-28/09/2025, foto di Monica Furiani.
27/09/25 – PRIMA GIORNATA – PAROLE DI FABIO MESCHIARI
Ed anche quest’anno è arrivato il momento del Metalitalia Festival, kermesse che vede nomi sempre più grandi alternarsi fra i cartelloni dei due giorni e sempre più gente accorrere al Live Music Club di Trezzo sull’Adda, facendo segnare due “tutto esaurito” che fanno ben sperare per l’immediato futuro di questa musica in ogni sua variante.
Il primo giorno vede la presenza di band di valore assoluto, ognuna con la propria proposta ricca e personale: di seguito il resoconto della scorpacciata musicale del 27 settembre.
BEDSORE
L’apertura è affidata ai romani Bedsore, gruppo che già si è fatto notare dai più attenti con il loro progressive death che splende nell’ultimo album Dreaming The Strife For Love. Nel poco spazio concesso confermano quanto di buono si sente nelle prove in studio, grazie alle atmosfere create dalla presenza delle tastiere che conferiscono una dinamica sempre cangiante in bilico fra trame complesse ed accattivanti allo stesso tempo (Realm Of Eleuterillide) evocando scenari da colonna sonora che pescano direttamente dagli anni Settanta. Il pubblico è ammaliato e si lascia trasportare dalle note del gruppo attraverso i sei brani proposti, veicolati da virtuosismi esecutivi mai fini a sé stessi che rendono questo primo concerto della giornata un buonissimo inizio, sottolineato dagli applausi alla fine della conclusiva Fountain Of Venus.
Setlist:
Minerva’s Obelisque
Scars of Light
Realm of Eleuterillide
Fanfare for a Heartfelt Love
Fountain of Venus
IOTUNN
Di sicuro l’album dell’anno scorso Kinship è stato apprezzato da parecchi ascoltatori attenti nei confronti degli Iotunn, realtà musicale capace di creare trame sonore che riescono a calamitare l’attenzione anche durante l’esecuzione dei tre brani proposti oggi. Le melodie diventano magiche attraverso un connubio fra potenza e malinconia, attraverso uno spettro sonoro che scandaglia tutte le sfumature spostandosi in maniera efficace fra leggerezza e piglio deciso in una maniera omogenea. Probabilmente chi non li conosceva prima di questo concerto si sarà portato a casa un’esperienza che rimarrà impressa nella memoria, con tre brani culminati nella finale The Tower Of Cosmic Nihility, accompagnata egregiamente da un gioco di luci a caratterizzare la proposta onirica e visionaria di un gruppo destinato a conquistare un pubblico sempre più vasto.
Setlist:
Mistland
Kinship Elegiac
The Tower of Cosmic Nihility
PERSEFONE
Arriva il momento dei Persefone, combo di Andorra che segna anche l’aumento delle presenze sotto al palco, presenze che andranno via via aumentando e porteranno al sold out la prima giornata del Metalitalia Festival. La ricetta è quella di un death metal melodico dalle forti venature progressive, segnato in maniera pesante da tecnica esecutiva e gioia nel suonare: un mix veramente riuscito che si esplicita in brani quali Cosmic Walkers e The Great Reality, a suggellare uno show ricco di emozioni che vede i musicisti piacevolmente sorpresi dal trasporto con cui il pubblico partecipa. I Persefone dimostrano quanto sembri facile portare dal vivo strutture complicate, ma dietro tutto questo c’è una storia più che ventennale fatta di impegno costante e di creatività mai banale: è sempre bello vedere quanto la platea metal sia in grado di farsi coinvolgere da gruppi capaci e motivati, al di là di barriere oramai inesistenti fra i generi musicali.
Setlist:
Sounds and Vessels
The Equable
Stillness Is Timeless
Cosmic Walkers
Living Waves
The Great Reality
Flying Sea Dragons
Mind as Universe
EQUILIBRIUM
Aumenta la gente all’interno del locale e il concerto degli Equilibrium richiama anche quelli che sono impegnati all’esterno fra stand, meet & greet e banchetti di CD e merchandising assortito. Il gruppo bavarese attacca con Born To Be Epic e subito l’atmosfera si fa coinvolgente e porta alla partecipazione convinta dei presenti grazie ad un clima capace di unire voglia di far festa ed atmosfere epiche, facendo apprezzare la proposta anche a chi non ha mai considerato più di tanto gli Equilibrium su album. Il gruppo è in grado di giocare sul campo delle atmosfere moderne, accattivanti e potenti allo stesso tempo (Renegades-A Lost Generation e Cerulean Skies) arrivando a far cantare parecchie persone (per non dire la quasi totalità) su Blut Im Auge. Il gruppo non dispensa solo momenti carichi ma si butta anche sul versante più d’atmosfera grazie a Shelter, prima di salutare tutti con la finale Nexus nella miglior maniera possibile: una rivelazione per chi non conosceva la forza che gli Equilibrium sono in grado di sprigionare dal vivo.
Setlist:
Born to Be Epic
Renegades – A Lost Generation
Bloodwood
Cerulean Skies
Blut im Auge
Shelter
Nexus
MESSA
Cosa dire dei Messa? Il consenso sempre maggiore che si sono riusciti a conquistare è meritatissimo ed anche lo show portato oggi sul palco mostra quanto la credibilità sottolineata con l’ottimo The Spin non nasca dal nulla. Il discorso portato avanti dalla band si basa su fondamenta solidissime ed anche i brani proposti oggi (privilegiati quelli del già citato ultimo lavoro in studio) sono vere e proprie gemme che splendono grazie alle doti tecniche guidate dalla voce di Sara, coinvolgente e capace di magnetizzare l’attenzione con una presenza forte e rara a vedersi, oggi come oggi. Molti dei presenti aspettavano loro, e il susseguirsi di canzoni quali At Races e Rubedo è accompagnato da un’attenzione difficile a vedersi durante un concerto: le atmosfere create dai Messa sono qualcosa di decisamente peculiare nel panorama musicale odierno e gli applausi che il gruppo si porta a casa al termine di ogni esecuzione ed alla fine vera e propria della propria performance segnata da Leah sono il segno tangibile di un affetto ed un consenso, giustamente, sempre in aumento. Un vero e proprio trionfo annunciato.
Setlist:
Fire on the Roof
At Races
The Dress
Rubedo
Thicker Blood
Reveal
Immolation
Leah
KANONENFIEBER
La situazione geopolitica mondiale non è il massimo di questi tempi, fra echi di atrocità varie: la dura realtà della guerra può essere sbattuta in faccia anche attraverso la musica e quella suonata dai Kanonfieber è di certo fra le più adatte. L’immaginario della Prima guerra mondiale portato dal vivo da Noise e soci colpisce fin dall’aspetto fra le divise e la scelta di non mostrare il proprio volto, a sottolineare quanto gli eventi bellici colpiscano indistintamente ogni fronte coinvolto. Death metal? Black Metal? Probabilmente in bilico, ma sempre con melodie riconoscibili e pathos a palate, fin dall’apertura affidata a Menschenmühle: il concerto messo in scena è una botta emotiva, energica, epica ed oscura allo stesso tempo che si esprime attraverso composizioni come Der Maulwurf e Verdun, segno tangibile di quanto i Kanonenfieber siano una realtà di primo livello nel mondo metal attuale. Coinvolgenti sotto ogni punto di vista, attraverso una proposta musicale e scenica di livello altissimo, personale e rara a vedersi. Di sicuro chi non li conosceva è rimasto colpito da questa performance mentre chi già li apprezzava è rimasto più che soddisfatto da questo schiaffo in faccia a ricordare quanto evocativa possa essere la musica cosiddetta estrema.
Setlist:
Menschenmühle
Sturmtrupp
Der Füsilier I
Der Maulwurf
Panzerhenker
Kampf und Sturm
Z-Vor!
Die Havarie
Verdun
Ausblutungsschlacht
SOEN
Arriva anche il momento degli svedesi Soen, realtà apprezzatissima dalle nostre parti, dove in molti stanno aspettando con trepidazione l’uscita del nuovo album Reliance, prevista per gennaio 2026. Il gruppo del batterista Martin Lopez è una garanzia quando si parla di stile ed anche stasera il folto pubblico che vede l’esibizione della band mostra quanto affetto ci sia per loro. Una scaletta intensa, capace di emozionare in ogni momento, sia quando esplode Martyrs, perfetto esempio di melodia e potenza, sia quando Deceiver gioca con atmosfere più particolari. Una band compatta e che riesce a trascinare i presenti sotto ogni punto di vista: la voce di Joel Ekelöf rappresenta un’eccellenza ma il resto del gruppo non è da meno, facendo capire di trovarsi (per chi non ne fosse già al corrente) di una realtà veramente superiore. Lotus, brano emozionante, delicato e potente allo stesso tempo, corona una performance di altissimo livello che si chiude con Violence e lascia soddisfatti tutti i presenti che di sicuro non vedono l’ora di apprezzarli nuovamente, sia su disco che dal vivo.
Setlist:
Sincere
Antagonist
Martyrs
Lascivious
Deceiver
Unbreakable
Memorial
Lotus
Violence
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DARK TRANQUILLITY
Un Live Music Club pieno in ogni suo centimetro quadrato calpestabile si appresta a vedere la fine del primo giorno del Metalitalia Festival con l’evento principale della giornata, quello che ha fatto muovere tantissima gente da ogni dove, ovvero il concerto dei Dark Tranquillity. La performance di stasera è la celebrazione di due album epocali quali The Gallery e Character, pubblicati rispettivamente nel 1995 e nel 2005, ed è stata sfiorata da un blackout che fortunatamente non ha portato strascichi di nessun tipo. Il boato che accoglie l’ingresso sul palco del gruppo è emblematico ed allora via con Punish My Heaven ed è un’altalena di emozioni e ricordi quella che attraversa tutti i presenti impegnati a seguire la band guidata da Mikael Stanne: quest’ultimo rappresenta una vera e propria icona per tutti coloro che ascoltano questo genere e un pensiero va anche a Tompa, scomparso di recente. La prima parte del concerto vede succedersi brani quali Lethe e The Dividing Line, pescando da quel capolavoro di The Gallery, mentre la seconda tranche fa risuonare nelle orecchie brani quali Lost To Apathy (quanto calore da parte del pubblico) e My Negation da Character. I Dark Tranquillity sono decisamente in forma sotto ogni punto di vista e regalano anche qualche brano dalla loro carriera più recente nell’ultima parte della scaletta, lasciando tutti soddisfatti e consapevoli di quanto siano importanti band di questo calibro, allora come oggi.
Setlist:
Punish My Heaven
Edenspring
Lethe
The Emptiness From Which I Fed
The Dividing Line
The New Build
One Thought
Through Smudged Lenses
My Negation
Lost to Apathy
Not Nothing
Atoma
Unforgivable
Terminus (Where Death Is Most Alive)
Misery’s Crown
METALITALIA FESTIVAL 2025 il nostro live report
28/09/25 – SECONDA GIORNATA – PAROLE DI FILIPPO CONTALDO
La seconda giornata del festival è stata dominata da sonorità power ed epic metal, con numerose band italiane a calcare il palco del Live Club di Trezzo sull’Adda. L’Italia è stata infatti grande protagonista della seconda parte di questo ormai immancabile appuntamento settembrino.
Come per il giorno precedente, anche il Day 2 ha raggiunto il sold out nel primo pomeriggio, a conferma del fatto che nel Bel Paese il power metal esercita ancora un forte richiamo, soprattutto presso il pubblico più giovane.
Veniamo alle singole esibizioni.
A inaugurare la giornata sono stati i genovesi Skeletoon.
La potente voce del nerboruto Tomi Fooler l’ha fatta da padrone e un set compatto di cinque brani, chiuso con Nemesis.
Gli ottimi assoli di Simone Martinelli e una sezione ritmica solida hanno offerto il miglior riscaldamento possibile per il resto del festival.
A seguire sono saliti sul palco i Moonlight Haze, prima band con voce femminile in programma.
Chiara Tricarico, come di consueto, ha coinvolto alla grande il pubblico — già numeroso nonostante l’orario postprandiale.
La sua simpatia travolgente, unita alle notevoli capacità tecniche sue e dei compagni (tra cui il bassista Alessandro Jacobi, destinato a risalire sul palco di lì a poco con gli Elvenking), ha creato un’atmosfera festosa e partecipata
Memorabile il “salto del coniglio” durante The Rabbit And The Moon.
Graditissimo ritorno quello degli Ancient Bards, assenti dalle scene da ben sei anni.
Hanno presentato dal vivo i brani del nuovo album Artifex, mostrando grande voglia di ripartire e un’attenta cura nella preparazione del rientro.
Il set ha bilanciato con efficacia l’anima epica e quella più melodica dei loro pezzi, con assoli precisi e una resa sonora compatta.
Con grande affetto da parte dei fan, gli Elvenking hanno nuovamente conquistato la platea.
Unica band power-folk del bill, i friulani hanno portato tutta la loro esperienza e l’energia trascinante che li contraddistingue.
Il loro show, vibrante e quasi primordiale, ha puntato sulla sostanza più che sulla scenografia — eccezion fatta per il palco sulla testa di Davide Moras — offrendo un’esibizione intensa e coerente con il loro standing italiano e internazionale.
A chiudere la prima parte della serata sono stati i Vision Divine, con l’attesissimo ritorno di Michele Luppi alla voce.
Purtroppo, un blackout generale ha costretto la band a ridurre la scaletta e ha causato qualche problema di equalizzazione a chitarra e basso.
La voce di Luppi, invece, è risultata perfetta, mantenendo altissimo il livello con un’esecuzione impeccabile.
Nonostante le difficoltà, il gruppo non ha mai perso energia, dimostrando professionalità e grande attaccamento al pubblico.
La prima band straniera in programma è salita sul palco verso le 18:00: i Twilight Force.
Gli svedesi da qualche tempo vantano un cuore tricolore grazie al cantante Alessandro Conti (Trick or Treat).
Marchio di fabbrica del combo scandinavo-mediterraneo è l’approccio ludico-fantasy a tema draghi, che caratterizza tutta la loro produzione.
Tra costumi fiabeschi, siparietti ironici (come il draghetto gonfiabile lanciato nel pubblico) e un’atmosfera spensierata, lo show è risultato al tempo stesso divertente e spettacolare.
Brani come Dawn Of The Dragonstar, Thundersword e The Power Of The Ancient Force hanno mandato in visibilio il pubblico, alternando leggerezza e potenza.
Si arriva così ai due co-headliner della giornata: Rhapsody of Fire e Stratovarius.
I Rhapsody of Fire hanno proposto lo show celebrativo per il venticinquesimo anniversario di Dawn of Victory, offrendo un’esperienza epica e teatrale. L’apertura trionfale, con la tipica orchestrazione del combo toscano, ha creato l’atmosfera sinfonica e pomposa tanto attesa dal pubblico. I fan si sono immersi nei cavalcanti riff e nei passaggi melodici di grande impatto. Protagonista assoluto, il magnifico Giacomo Voli, dotato di carisma, sensibilità e una voce capace di passare con disarmante facilità dalla delicatezza alla potenza più sfrenata. La scaletta, scelta con cura, ha privilegiato i brani del disco celebrato senza rinunciare ad altri classici, mantenendo sempre alto il coinvolgimento.
Dal punto di vista strumentale, la band ha confermato l’eccellente precisione dei propri live: nitide le tastiere del veterano Alex Staropoli, potente la sezione ritmica, impeccabile l’equilibrio sonoro. Lo show ha puntato su luci ed espressività scenica più che su elementi scenografici, lasciando la musica al centro dell’esperienza. Emozionante il coro “gloria, gloria perpetua” durante Dawn Of Victory, con l’intero Live Club a intonare il ritornello insieme a un Voli in piena estasi artistica. Un set celebrativo intenso, rispettoso e spettacolare, capace di regalare momenti di puro coinvolgimento.
METALITALIA FESTIVAL 2025 il nostro live report
A chiudere la giornata più epica dell’anno sono stati gli Stratovarius.
Capitanati dal carismatico Timo Kotipelto e dal mefistofelico tastierista Jens Johansson. Amatissimi dal pubblico italiano, i finlandesi non hanno deluso le aspettative. Lo show, strutturato per mantenere il ritmo alto fino alla fine, ha alternato grandi classici come The Kiss of Judas, Paradise, Black Diamond e Forever a brani più recenti come Unbreakable e World on Fire.
Kotipelto, pur non essendo più un ragazzino, ha gestito egregiamente la voce per l’intero set, con qualche accorgimento più che comprensibile. Ogni loro concerto in Italia si conferma un successo — e non è un caso: professionalità, hit storiche e una forte connessione con il pubblico rendono gli Stratovarius una band capace di rinnovarsi e restare credibile anche dopo la dipartita del loro storico deus ex machina, Timo Tolkki.
In conclusione, la seconda giornata del Metalitalia.com Festival è stata un successo pari alla prima. Nonostante i dubbi iniziali che circolavano sui social alla presentazione del bill, l’evento è andato sold out senza difficoltà.
C’è da essere orgogliosi: un festival italiano, seppur indoor e a fine stagione, ha richiamato un pubblico numeroso accorso soprattutto per le band nostrane. Una sorta di Italian Gods of Metal del terzo millennio, con musicisti di altissimo livello e voci straordinarie — come quelle di Luppi, Voli e Conti — che continuano a rappresentare con orgoglio la scena italiana nel mondo.
Setlist Stratovarius:
Forever Free
Eagleheart
The Kiss of Judas
World on Fire
Holy Light
Paradise
Eternity
Black Diamond
Survive
Destiny
Forever
Speed of Light
Unbreakable
Hunting High and Low
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