ECLIPSE – il report del concerto in streaming “Live from the Quarantine”!

ECLIPSE

“Live from the Quarantine” – Studio Gröndahl, Stoccolma, Svezia – 1 aprile 2020

Molti pensavano ad uno scherzo di cattivo gusto, derivato dalla data infausta di mercoledì 1 aprile, in realtà gli svedesi Ecplise avevano annunciato già da qualche giorno questa novità creativa che vuole riempire un grosso buco dovuto alla cancellazione di loro concerti previsti per i mesi di marzo ed aprile (con tanto di date in Australia e Giappone, saltate o rimandate nei mesi autunnali o invernali), causa pandemia da Coronavirus. Molti artisti e band stanno cercando di rimanere vicini ai loro fan proponendo dirette dalle loro case, o piccole performance acustiche o comunque intime. Gli Ecplise invece hanno rischiato, inventandosi ed organizzando un evento live streaming a pagamento, con tanto di stampa di una maglietta speciale per l’occasione (che tramuta Viva la Victoria in Viva la Quarantine, per riderci un po’ su), ed una preparazione del tutto professionale nello studio Gröndahl di Stoccolma, con un comparto suono e video di livello impeccabile. Questo spirito di iniziativa ha certamente trasformato questo “concerto in studio” in un piccolo evento mediatico, e probabilmente cavalcato una tendenza che potrebbe essere presto seguita da altre band, almeno fino a quanto l’emergenza virus sarà calmierata. Bisogna certo aggiungere che i Blues Pills, pochi giorni fa, hanno offerto una esperienza simile, nello stesso studio con un buon successo di pubblico, probabilmente avvantaggiati da misure del governo svedese riguardanti il contatto fisico e la distanza tra persone, meno ristrettive rispetto a quelle di buona parte dell’Europa. Comunque, l’attesa si fa sentire ed alle 20.00 ci connettiamo con il sito che ospita il concerto. La band si sta preparando dietro le quinte e sembra leggermente nervosa, per questa prima e strana esperienza, senza pubblico ed in uno spazio sicuramente molto ristretto, al punto che il cantante e seconda chitarra Erik Mårtensson suona quasi costantemente rivolto verso la band, che non può permettersi grandi corse sul “palco” o particolari pose plastiche. Però gli Ecplise decidono di non rinunciare allo spettacolo, ricorrendo a fari ed illuminazione da concerto (soprattutto virando su luci viola e molto calde) e spesso usando un effetto fumo che rende l’atmosfera più elettrica. Le telecamere sono fianco a fianco dei musicisti, premettendoci di catturare le smorfie dell’istrionico batterista Philip Crusner, l’energia sempre costante e possente del fratello Victor al basso, la concentrazione esemplare del chitarrista barbuto Magnus Henriksson, ed un Mårtensson che cerca di sdrammatizzare ricorrendo a battute e spiegando i perché della loro scelta, cercando anche di coinvolgere un pubblico che non può vedere e sentire, ma che cerca comunque di percepire. Gli Eclipse ce la mettono veramente tutta per risultare coinvolgenti, suonando per un’ora abbondante senza pause, proponendo dodici canzoni, che vanno a ricoprire non soltanto l’ultimo fresco Paradigm, ma anche successi storici come Battleground, Hurt, Bleed And Scream, The Downfall Of Eden e la finale ed arrembante Never Look Back. La nuova uscita viene rappresentata dai ritornelli ultra catchy di Mary Leigh, Blood Wants Blood e dell’acclamato singolo Viva La Victoria. La band sceglie di evitare le ballate e si concentra su impatto e grandi melodie, offrendo un’ennesima sorpresa, un nuovo singolo che sarà presentato tra qualche giorno: una cover di Driving One Of Your Cars della cantante pop rock svedese Lisa Miskovsky, che si incastra perfettamente nello stile roboante ed immediato degli Ecplise. Tutto scorre bene, ovviamente ogni tanto l’immagine si sgrana leggermente, ma il suono è assolutamente portentoso, anche se la voce di Erik Mårtensson accusa qualche leggero cedimento verso la fine del concerto, probabilmente provata dalle condizioni ambientali non ideali e dal grande calore presente nello studio. Mentre la band si congeda da un pubblico invisibile con gli immancabili inchini e lanciando plettri verso la telecamera, possiamo certamente parlare di un esperimento riuscito, che apre sicuramente nuovi orizzonti e prospettive di espressione creativa in grado di raggiungere, così, fan lontanissimi e magari impossibilitati ad andare ai concerti. Profeticamente, possiamo concludere aggiungendo che ci aspettiamo nuove iniziative simili nei prossimi giorni, da parte di altre band ed artisti, e ce lo auguriamo vivamente! La musica non si ferma, mai.

ANTONINO BLESI

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