BEHEMOTH – intervista esclusiva con Nergal per presentare l’evento live streaming “In Absentia Dei”

IN ABSENTIA DEI

di Barbara Volpi

I BEHEMOTH hanno annunciato ‘In Absentia Dei’, uno spettacolare livestream esperienziale e innovativo che verrà trasmesso il 5 settembre 2020 da una chiesa segreta in Polonia. L’evento sarà trasmesso in streaming in 4K ad alta definizione, con un’opzione di esperienza immersiva, che permetterà agli spettatori di scegliere tra otto diverse angolazioni della telecamera nella ripresa multicamera o di guardare il ‘Director’s Cut’.

I biglietti per questo stravagante spettacolo sono disponibili da subito su https://www.behemoth.live. Alcune parti dello show potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno, quindi le riprese sono consigliate solo ai fan maggiorenni.

Ospiti speciali dell’evento saranno i misteriosi black metaller d’avanguardia Imperial Triumphant, che suoneranno allo The Slipper Room di New York City.

NERGAL, l’eretico sacerdote del rito messianico che si terrà sabato su scala mondiale, in anticipazione assoluta per Rock Hard Italy, ci rivela al telefono qualche segreto circa l’evento di sabato prossimo e ci dice anche qualche cosa in più.

 Come sarà organizzato il concerto livestream visto che non può basarsi sulla risposta diretta del pubblico? Ci saranno dei cambiamenti rispetto ad una performance tradizionale?

“Ovviamente non sarà strutturato come uno show tradizionale, perché il suo impatto dovrà essere, per forza di cose, molto più cinematico. Si darà più importanza alla parte teatrale che alla musica in sé, in modo da catturare l’attenzione dell’audience che ci vedrà da uno schermo e non potrà interagire direttamente con noi. Ci abbiamo lavorato a lungo. Per l’occasione abbiamo scelto una setlist di ben 19 brani, la più lunga della nostra carriera. Posso assicurare che sarà un evento sacrilego epocale, unico e spettacolare, qualcosa di mai visto prima. Spero che le nostre legioni siano pronte”.

Pensate di poter portare la vostra musica a un’audience più vasta?

“Non lo so, questo non lo posso prevedere”.

Dove si terrà il concerto?

“Mi dispiace ma non lo posso anticipare, perché se i conservatori religiosi fanatici polacchi lo sapessero, farebbero di tutto per boicottarci, per cui la location resterà segreta fino all’ultimo. Posso solo dire che non sarà una chiesa sconsacrata trasformata in venue (utilizzata per esempio per uno show dei Cradle Of Filth), ma una vera e propria chiesa. Starete a vedere”.

I conservatori in Polonia hanno anche vinto le recenti elezioni dove tu sostenevi attivamente l’opposizione di governo. Pare proprio che le grane te le vada a cercare.

“Io ho già affrontato ogni tipo di processo e causa legale contro i conservatori e i fanatici religiosi polacchi e non ho nulla da temere. Sono un uomo libero e dico quello che penso. La Polonia per certi versi è simile all’Italia, dove la Chiesa ha una forte influenza politica. I conservatori trovano sempre un nuovo nemico contro il quale coalizzare le persone: prima il movimento LGBT, ora il Covid19. La paura è una grande strumento di controllo. La Polonia è sempre stata soggiogata, prima dai nazisti, poi dai comunisti, e ciò ha creato nelle persone una forma mentis incline all’obbedienza che io ho sempre combattuto. Nelle grandi città la gente è più evoluta, ma nei piccoli centri ha un modo di pensare quasi medievale”.

Il Covid19 ha per ora cambiato l’attività live delle band. Cos’altro sta cambiando a tuo parere?

“Spero che la pandemia ci aiuti a capire che il consumismo selvaggio è una macchina rotta. Non ha senso accaparrare cose in continuazione, pur avendone la possibilità. Se abiti in una città che ti offre anche dieci concerti in una sera tu comunque potrai partecipare a uno, al massimo a due di essi. Non ci serve possedere più del necessario. Quando abbiamo l’essenziale poi dobbiamo volgere lo sguardo altrove, ad altri valori. Se stai bene con una ragazza, perché averne altre cinque? Se la tua automobile funziona, perché cambiarla? Io indulgo solo con le chitarre, visto che ne posseggo quasi quaranta, ma per il resto so ciò che ha davvero valore. I miei genitori sono cresciuti durante il comunismo, dove i beni erano contingentati. Una volta mi ribellavo alla loro visione essenziale delle cose, ma ora credo abbiano ragione. Spero che l’esperienza della pandemia ci renda meno avidi e più umani”.

Be the first to comment

Leave a Reply