VAN HALEN – gli Undici Comandamenti (più uno)

EDDIE VAN HALEN

“TRA MOZART E JIMI HENDRIX, SEMPLICEMENTE UNICO”

Parole di Antonino Blesi

È in questi giorni dolorosi di ricordi, che possiamo veramente capire chi sia stato e che cosa abbia rappresentato per il mondo della musica Sua Maestà Edward Lodewijk Van Halen. Talento innovativo e trasversale, ha influenzato un esercito di chitarristi famosi e non, che oggi lo riconoscono, una volta ancora, come il migliore di tutti, paragonabile solo a Jimi Hendrix come genialità e impatto. Dotato di un carattere gentile e gioviale, di una sfrontata e naturale attitudine da rockstar, e di quel famoso sorriso, quasi beffardo e gioioso, che lo accomuna come atteggiamento, ad un altro antico virtuoso come Wolfgang Amadeus Mozart (e non è certo un caso che così si chiami il suo adorato figlio). Amato da tutti, anche da chi non sia un patito di hard rock, perché rappresenta una icona musicale globale, riconosciuta da tutti, e quindi eterna.

Messi da parte dunque i paroloni immensi che lo accompagneranno in questi giorni, ma sicuramente anche nel futuro, noi oggi lo vogliamo ricordare attraverso le sue opere e le sue note. Invitandovi a riscoprire tutta la discografia della sua band, per assaporare ogni minima invenzione o ispirazione, potreste partire da queste suggestioni. Niente numeri e niente classifica, oggi vi offriamo queste piccole ma immense istantanee di libertà e creatività, dalla galassia Van Halen.

ERUPTION

Parte tutto da qui, da questi due minuti scarsi che hanno cambiato l’universo della chitarra per sempre. Suoni vorticosi e quasi alieni, che si intrecciano in un reticolato infinito, che infatti nei concerti si allunga fino a superare i dieci minuti di improvvisazioni e folgorazioni da far impazzire un pubblico rapito, quasi soggiogato. La firma di un Genio.

RUNNIN’ WITH THE DEVIL

Primo pezzo dello storico esordio di Van Halen, e il 1978 si immerge in un riff sfrontato e sicuro, figlio di un mid tempo stradaiolo e sensuale, ben condotto dall’istrionico David Lee Roth, voce sguaiata ma carisma stratosferico, e da cori ficcanti e gioiosi. Spezza il ritmo un assolo breve ma fulminante, insieme alla sensazione di ascoltare qualcosa di completamente nuovo, diverso. Unico.

AIN’T TALKIN’ ‘BOUT LOVE

Altro riff killer per un ritmo ficcante ed essenziale, e un ritornello che si stampa immediatamente nella testa. Quattro musicisti che sembrano suonare con la veemenza di quaranta e un’energia che sale e scende a piacere, per una band in stato di forma strepitoso. In quel momento il mondo è in mano ai Van Halen, una sorpresa che vende più di dieci milioni di dischi con l’esordio, e solo negli Stati Uniti. Epico.

DANCE THE NIGHT AWAY

La danza folle non si ferma di certo, e dopo un anno i Van Halen tornano con un nuovo disco che conferma il loro talento ed esplode nella melodia allegra, spensierata ed irregolare di Dance The Night Away. Apparentemente semplice, leggera e certamente festaiola, è il palcoscenico ideale per un Lee Roth grande intrattenitore e una chitarra spiritata e debordante. Ideale colonna sonora di un party di fine estate.

JUMP

Ecco l’Eddie Van Halen genio a trecentosessanta gradi, pianista e musicista a tutto tondo, che nei primi anni ottanta decide di prendere un sintetizzatore e di andare contro ogni legge commerciale e di fare esattamente “quello che voleva”, anche contro i voleri del resto della band e del produttore Ted Templeman. Un compositore che non si poneva alcun limite e che in questa canzone vola altissimo. Un inno alla libertà assoluta.

PANAMA

MCMLXXXIV è l’ultimo disco di Lee Roth prima di uno split storico, e vive su un infinito desiderio di Eddie, volto verso innovazione e sperimentazione. Più melodia e meno hard rock classico, per un disappunto del cantante, che infatti lascerà la band un anno dopo. Ma 1984 è anche un successo di pubblico immenso, con perle intoccabili come Panama, che paradossalmente è sfrontata e possiede un suono grosso e roboante, che non ammette repliche. Tutto è perfetto e ben calibrato, tra cori ficcanti e un assolo strutturato ed entusiasmante. Il rombo di un motore si accompagna ad un ritmo implacabile.

HOT FOR TEACHER

Dei diversi pezzi veloci della band, questa ne è la summa e l’apice artistico, semplicemente inarrivabile. Una cavalcata condotta con energia e potenza dalle bacchette di Alex van Halen, dove si incastona una chitarra immensa che in una manciata di minuti cita almeno settanta generi musicali diversi e li trasforma in qualcosa di completamente originale. E non dimentichiamo un David Lee Roth istrionico e perfettamente a suo agio su velocità estreme. Apoteosi.

DREAMS

5150 è il primo lavoro con Sammy Hagar alla voce, e la ricerca melodica di Eddie continua, ora assecondata da una ugola decisamente più classica e con un’estensione straordinaria. Il pubblico li premia grazie anche a singoli molto immediati come Why Can’t This Be Love e Love Walks In, ma questa Dreams rimane speciale dimostrazione di come si possa rimanere emozionanti anche su velocità più sostenute, e dove la band suona con una compattezza esemplare. E poi c’è quella purissima melodia, che Hagar rende con grande intensità. Magica.

WHEN IT’S LOVE

Il 1988 è l’anno di OU812, forse l’album dei Van Halen più eclettico ed eterogeneo, e probabilmente molto sottovalutato all’epoca. I fans rimangono però al fianco della band, grazie anche a gioielli come questa When It’s Love, una sorta di sinfonia romantica di quasi sei minuti dove si ritrovano tutte le unicità di Eddie come esecutore e compositore, insieme alla sua capacità di prendere qualcosa di vecchio e rinnovarlo senza nessun timore, ben assecondato da un Sammy Hagar che canta con tecnica e cuore. Intenso.

RIGHT NOW

Se Jump incarna con fierezza il suono degli anni ottanta, l’espressività articolata di questa canzone ci fa entrare direttamente nel controversi anni novanta, dove la musica stessa diventa più grigia, più dura e drammatica. Tutto questo è Right Now, ancora nata da un accordo di piano geniale del solito Eddie, dove la malinconia si sposa con una melodia di grande effetto ed un mid tempo magistralmente condotto da Alex Van Valen e dal basso del sottovalutato Michael Anthony. Diversa.

SHE’S A WOMAN

I grandi problemi di salute di Eddie sul finire degli anni novanta non gli permettono di essere costante sul mercato discografico, ma prima della triste conclusione, egli riesce a tornare nel 2012 con nuova musica ed una ritrovato affiatamento con Lee Roth. Spinti soprattutto dal figlio (ed ora bassista) Wolfgang, i Van Halen tornano al sound delle origini, recuperando anche materiale antico e mai finito, come questa She’s A Woman, dove, seppur in modo leggermente più compassato, tutto sembra funzionare di nuovo, alla perfezione. Energetica.

BONUS TRACK: BEAT IT

Come dimenticare quello stratosferico assolo di chitarra, che eleva un pezzo pop già immortale verso una direzione completamente diversa ed innovativa. Quaranta secondi di Genio.

 

 

 

 

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