Sacri Monti – Lido di Casletto (LC) – 25.07.19

DI STEFANO CERATI

Non c’è un vero e proprio locale per questo concerto ma viene approntato un palco in riva al lago dove ci sono anche sedie, chioschi per le bibite, le birre e i panini. È quasi una specie di sagra paesana e la band si trova a suo agio in questo ambiente rustico e familiare e alla fine, nonostante il caldo torrido di questa infinita estate, si radunano più di un centinaio di persone di fronte al palco. All’inizio il suono deve essere un po’ bilanciato perché la batteria e la voce si sentono poco, ma dopo il secondo pezzo le cose vanno meglio. I cinque Sacri Monti hanno proprio l’aspetto di hippie fuori tempo massimo con le barbe lunghe scarmigliate e i vestiti direttamente arrivati dagli anni 70, che restano la loro epoca di riferimento. Anche il loro atteggiamento sul palco è rilassato e concentrato al tempo stesso. Gran parte gioca il ruolo della tastiere che Evan Wenskay suona con potenza, come posseduto dal flusso delle note. La band suona come degli Uriah Heep in acido con sontuose parti di tastiere, crescendo prog, ben intessuti grazie all’azione della doppia chitarra, una generale atmosfera psichedelica e hard rock. I pezzi sono spesso piuttosto lunghi, dei viaggi con molti saliscendi emotivi e passaggi che dimostrano anche una tecnica interessante. La band ha molto groove che si esalta nelle nuove composizioni dell’album appena uscito, tra cui segnaliamo la title track, Waiting Room for the Magic Hour o Starlight e Affirmation. Il concerto si conclude dopo poco più di un’ora a cui segue l’immancabile bis. Questa band avrebbe tutto per sfondare in un mercato del revival che premia altre band che magari tecnicamente non sono alla loro altezza. Però potrebbero tranquillamente raggiungere il pubblico degli Earthless o dei Radio Moscow, band di amici a cui non hanno nulla da invidiare.

 

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