Biografia
I SOUTHERN DRINKSTRUCTION nascono da un'idea del chitarrista Ordnal nel 2005, con l'intenzione di creare un gruppo che segua le orme del Proto-Heavy Metal, del Thrash/Death Metal e del Southern Rock che furono, unendoli insieme.
In giro tra concerti e negozi per attaccare volantini con scritto "cercasi componenti per gruppo grezzo e alcolico" e cose simili, una sera, tappezzando l'ennesimo locale, Ordnal vede arrivare un suo caro amico che gli strappa il volantino e gli dice (indicando Bastard): "Eccoti il cantante!!!".
Da lì iniziano i famosi "2 years, fuck" di prove, cambi di formazione, smadonnamenti e ubriacate, fino a quando non trovano Eddie alla batteria.
Nell’estate del 2007, con l'aiuto di Cinghio (The Orange Man Theory) al basso, incidono ai 16th Cellar Studios di Stefano "Saul" Morabito il loro primo Cd, “Southern Drinkstruction”, composto da 5 pezzi.
L' Ep inizia a girare con ottimi risultati e si sparge subito la voce dell'esistenza della band.
Appena trovata la formazione definitiva con Male al basso, nell'autunno del 2007 cominciano la loro attività live con date su date.
Lavorano intanto a nuovi pezzi drunken, portando avanti l'idea iniziale di centrifugare insieme Death, Blues, Southern, Thrash, Stoner, Grind, Country, Punk, Rock'n'Roll, Doom e quant'altro.
Ne escono fuori 11 pezzi che vengono imbottigliati nel full-lenght autoprodotto dal titolo "Drink With Us", uscito l'11 Settembre 2009, registrato ancora da Stefano "Saul" Morabito nei 16th Cellar Studios durante il 2009.
"We Fight For The Music, We Drink And Destroy,
Come On Motherfuckers, Give Me A Scream!!!"*
Recensione pubblicata su Rock Hard - gennaio 2010
Drink With Us
Rispetto al precedente demo, i Southern Drinkstruction hanno scelto di rendere il proprio sound ancora più votato all’estremo, calcando la mano senza tuttavia perdere di vista quei connotati che ormai rappresentano un vero e proprio marchio di fabbrica del gruppo. Politicamente scorretti, votati all’eccesso, cultori della trasgressione e dell’iconografia sciovinista, i quattro inscenano grazie ad un’efficace scelta di pezzi dall’impatto devastante un gioco al massacro ambientato in un saloon, tra proiettili vaganti, donnine discinte e bicchieri di whisky lanciati lungo il bancone. Una metafora, quel la del l’ambientazione western, che ben si presta a raffi gurare l’anima verace e fuori dagli schemi propria della band; Drink With Us è infatti una cavalcata in mezzo all’arsura del deserto, con la gola secca per la polvere ed un ghigno beffardo in volto. Al posto delle pistole, chitarre e sferzate elettriche, ma il risultato è esattamente il medesimo: materiale altamente infiammabile, maneggiare con cura.
Michele Martini 9
- play
- pause
- stop
- min volume
- max volume
- previous
- next