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Ravenscry - Ravenscry

Biografia


Il gruppo nasce nell'agosto 2008 dalle ceneri dei Sand of Time, con una line up rinnovata che accoglie Mauro Paganelli alla chitarra, insieme a Paolo Raimondi (chitarra), Andrea Fagiuoli (basso) e Simone Carminati (batteria). Dopo una selezione mirata i 4 strumentisti trovano completamento alla formazione dei Ravenscry con la voce di Giulia Stefani, che da Roma viaggia per iniziare le registrazioni dei primi pezzi. La parola “limite” non trova posto nel vocabolario della band: la distanza di Giulia non viene vissuta come un impedimento e l'apertura alla sperimentazione si riflette in modo netto anche sulla produzione musicale.
Il background dei singoli componenti ci aiuta a spiegare la professionalità della band. Giulia viene da esperienze come il teatro, affrontando sin dall'adolescenza diverse forme di apprendimento del canto. Forse qualcuno ricorderà gli Hyperion, esperimento a cui prese parte Paolo prodotto dalla tedesca Massacre Records. Sorprendente la determinazione e la creatività di questo chitarrista che ha familiarizzato con ogni strumento e suono per produrre un intero demo, raccolto sotto il nome “Crehate”. Andrea ha iniziato la sua esperienza nel mondo della musica con il pianoforte, studiato in modo accademico, ed ha sperimentato differenti generi musicali passando dal blues al metal. Simone studia lo strumento da quando aveva 10 anni con maestri tra cui Alfredo Golino (batterista di Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Alejandro Sanz), diventando più recentemente allievo/insegnante. Anche Simone ha sperimentato differenti generi musicali compresa la classica. Per Mauro l'approccio alla musica inizia presto, a 14 anni, avvicinandosi di anno in anno ai generi musicali ed agli interessi che si sviluppano nella sua evoluzione artistica.
Per capire la determinazione di questa band basta il primo ascolto: nelle loro canzoni comprenderete il lavoro meticoloso, instancabile, assiduo e costante che questa band dedica alla sua produzione musicale.

Recensione pubblicata su Rock Hard - aprile 2010

Ravenscry
Potenza e melodia si intersecano alla perfezione nella personale visione artistica targata Ravenscry, band esordiente che dimostra di voler bruciare le tappe grazie ad una notevole determinazione e qualità tecniche perfettamente in grado di supportare le ambizioni della formazione. La suadente voce di Giulia Stefani, di certo una delle più fulgide sorprese nel contesto dell’underground nazionale, rappresenta la punta di diamante di una realtà che vede tra le proprie fila musicisti dotati di esperienza e carisma, la cui vena creativa ha dato origine ad un sound maturo, sofisticato e dotato di grande personalità stilistica. Ed è quasi impossibile non restare affascinati, già al primo ascolto, dalle note della complessa ed elaborata Redemption: una lunga suite suddivisa in tre capitoli che dimostra il grado di eccellenza raggiunto dal quintetto già in occasione di questa prima prova in studio. Potenzialmente, un vero e proprio fenomeno in attesa di essere scoperto e valorizzato nella giusta misura.
Michele Martini 8,5

Intervista Ravenscry (aprile 2010)
di Michele Martini
Grazie ad un esordio discografico di tutto rispetto, i Ravenscry dimostrano di essere già attrezzati per entrare nel giro dei nomi che contano: fantasia ed originalità non mancano certo nel bagaglio della formazione, qui rappresentata dal chitarrista Mauro Paganelli.

A cosa è riconducibile la dimensione cupa ed introspettiva dei testi che avete composto?
“La musica è un linguaggio universale in grado di veicolare qualsiasi stato d’animo con un’enfasi estranea ad altri mezzi espressivi: chi fa musica deve sapere dunque che ha un potere immenso tra le mani. Nei nostri testi si parla di disagio e di alienazione, di conflitti interiori ma anche di stati d’animo positivi e liberatori: la riscoperta di se stessi, il piacere fisico, la fiducia nel prossimo, il perdono. Si segue l'evoluzione di un percorso esistenziale oppure si gioca con le parole, scoprendone nuove forme e significati”.
Avete dimostrato che all’interno della scena metal contraddistinta da una voce femminile è ancora possibile proporre qualcosa di originale: come avete superato schemi ormai abusati?
“Volevamo proporre un sound moderno, che si ispirasse a band come Fear Factory o Meshuggah ma che desse importanza alla parte melodica. L’idea era di estremizzare il contrasto tra i riff granitici e la voce di Giulia, raddoppiando lo spettro di sensazioni proposte senza tuttavia ridurre l’efficacia di ciascun aspetto. Ci hanno definito in tanti modi diversi: ferma restando la tendenza ad etichettare tutte le band con voce femminile come gothic, il fatto che sia difficile collocarci in un unico genere potrebbe voler dire che siamo riusciti a portare un qualcosa di nuovo, e la cosa non può che essere positiva”.
Vuoi presentare direttamente i cinque brani che compongono l’EP?
Nobody è un grido di protesta contro un sistema in cui la meritocrazia non esiste e il sacrificio ha uno scopo puramente illusorio. Calliope è un inno alla musa della creatività, un saggio sull’importanza dell’ispirazione nella creazione artistica. La suite Redemption racconta di un rapporto difficile tra madre e figlia; nella prima parte Rainy viene data voce alla madre, la quale vorrebbe che la propria esistenza trovasse realizzazione attraverso scelte imposte alla figlia. Reflection rappresenta la riflessione, intesa come sguardo nella sfera personale, oltre che visione speculare di due figure che allo stesso tempo convergono e si allontanano. Nella parte conclusiva Far Away è la figlia ad essere protagonista, esprimendo a gran voce la propria voglia di indipendenza e libertà”.

 


Sito Ufficiale: http://www.ravenscryband.com
MySpace: http://www.myspace.com/ravenscryband
Acquista CD: http://www.ravenscryband.com/EP.html