Biografia
Palkosceniko al neon presenta “Disordine nuovo”. Quattordici tracce di potente crossover recitato in italiano coprodotto da BJS Autoproduzioni e Box Populi.
In cinque anni di vita il gruppo suona tantissimo (più di duecento live) partecipando a festival più e meno grandi (Resistenza elettrica, Monterocktondo, Vicostock, Vudstock in Sabina) aprendo i concerti di artisti come Uk Subs, Punkreas, Yo yo mundi, Tre allegri ragazzi morti, Umberto Palazzo e il santo niente, Remo remotti, Dogs(Raw power+Derozer) e rilascia tre cd, Ikonoklasta nel 2005, Resistenza minore nel 2007 e Lungo la strada nel 2009, che in un mese ottiene tremila ascolti e trecentosessanta download da Punk4free sito dal quale è scaricabile gratuitamente.
Attivi per due anni nel collettivo Roma Calling contribuiscono attivamente al Renoize Project, studio di registradzione del L.o.a. Acrobax costruito in memoria di Renato Biagetti ucciso tre anni fa a Focene.
L’idea di fondo di Disordine nuovo “Gli ultimi che distruggono un mondo governato dal potere, la massoneria e dio.” È riportata al meglio nell’artwork curato da Sara Samez Tortorici di HerryTattoo, mentre la realizzazione grafica dell’album è merito di Paola Panicola.
Guest dell’album personalità dell’underground romano come Alessandra Perna e Carlo Martinelli dei Luminal, Daniele Coccia e Cristina Badaracco dei Surgery, Matteo Castaldi “DJ Freak” di Surgery e Radio Rock.
Recensione pubblicata su Rock Hard - giugno 2010
Disordine Nuovo
Chiaramente debitori nei confronti di quel modo di intendere il punk rock propugnato dai seminali CCCP nel corso degli anni Ottanta, i Palkoscenico Al Neon hanno raggiunto in pochi anni di attività (soprattutto grazie ad un’intensissima attività live) un notevole status nel contesto della scena underground, facendo leva su di una caustica miscellanea nella quale confluiscono sonorità alternative, attitudine controcorrente ed una raffica ininterrotta di slogan di facile presa, imbevuti di provocazione, contestazione ed ironia. Ingredienti che rendono la proposta dell’inusuale collettivo, se non propriamente originale, quantomeno godibile dal punto di vista estetico, a patto di non prenderne troppo seriamente i proclami. La dimensione kitsch che anima le velleità sovversive del gruppo è infarcita di citazioni sia dal punto di vista strettamente musicale che in termini politico-concettuali: se fossero stati in attività una ventina di anni fa i Palkoscenico Al Neon sarebbero stati dei pionieri, oggi invece devono accontentarsi del ruolo di onesti mestieranti.
Michele Martini 6
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