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IL LATO OSCURO
PROGETTO MK ULTRA - Prove generali di controllo mentale (prima parte) - Maurizio De Paola

IL LATO OSCURO

PROGETTO MK ULTRA - Prove generali di controllo mentale (prima parte)



di Maurizio De Paola

Tutto questo per il semplice motivo che è la “pistola fumante”, ovvero la prova inconfutabile di un’attività segreta svolta da un governo (anzi, da più governi) alle spalle dei propri cittadini, a loro danno e avendo proprio i cittadini come obiettivo ultimo del progetto, nonché come vittime e cavie dello stesso.
E lo scopo finale del progetto è di per sé quanto più inquietante ci possa essere per la popolazione di uno stato democratico che ci tiene alle proprie libertà e alle proprie istituzioni: il controllo mentale di massa.
Non solo: fino al momento della sua scoperta, il governo americano aveva sempre negato che tale progetto esistesse, sforzandosi in ogni modo – anche e sopratutto con l’ausilio di organi di stampa complici e “discreditatori” di professione – di far passare ogni informazione che trapelava in proposito come fantasie visionarie di persone malate di mente o che hanno letto troppi romanzi di spionaggio.
Riassunta in questo modo, sembra la trama di un film di fantascienza degli anni Sessanta ma, per quanto possa sembrare incredibile, è tutto vero. Come è vero che nel 1973 l’allora capo della CIA Robert Helms, preoccupato per le indagini che l’FBI stava svolgendo sulle attività illegali dell'agenzia e dell’Amministrazione Nixon in seguito allo scoppio dello scandalo Watergate, ordinò di distruggere tutti i documenti che riguardavano il progetto MKULTRA e che testimoniamo le attività svolte segretamente dall’agenzia tra i primi anni ’50 e il 1973.
Proprio in seguito alla deliberata distruzione di questi documenti, è risultato impossibile per chiunque e anche per le stesse autorità inquirenti dell’epoca ricostruire il quadro completo della vicenda. Alla distruzione scientemente programmata delle prove sopravvissero solo 20.000 pagine di rapporti, annotazioni, diari che furono occultati per altri quattro anni, fin quando nel 1977, furono scoperti e messi a disposizione del Senato americano, tramite la commissione guidata da Ted Kennedy e Frank Church (il cosiddetto Church Committee).
La mancanza di vere prove e una serie incredibile di reticenze non portò a nessun vero risultato investigativo, ma le 20.000 pagine sopravvissute erano abbastanza per capire cosa era accaduto negli stati Uniti (e non solo) nei vent’anni precedenti al 1973.

(Continua sulla rivista...)


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